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Pubblicato il 7 settembre 2026

Amarone vs Ripasso: due rossi veneti, un solo spirito

In Veneto, attorno a Verona, una stessa famiglia di vitigni — Corvina e Rondinella in testa — dà vita a un’intera gamma di rossi dallo stile radicalmente diverso, dal Valpolicella leggero di tutti i giorni fino all’Amarone, uno dei rossi più potenti d’Italia. Tra i due, il Ripasso occupa un posto a parte: un vino che prende in prestito dall’Amarone la tecnica senza averne né la potenza né il prezzo.

L’Amarone: prima di tutto l’uva appassita

L’Amarone della Valpolicella nasce da una tecnica chiamata appassimento: dopo la vendemmia, i grappoli più sani vengono disposti su graticci di legno, in locali ben ventilati, dove appassiscono lentamente per diversi mesi. L’acqua evapora, gli zuccheri e gli aromi si concentrano — l’uva perde fino al 30-40% del proprio peso ancor prima di essere pressata. Il risultato è un vino molto corposo, dall’alcol elevato, dagli aromi concentrati di frutta secca e frutti neri in confettura.

Questa concentrazione ha un costo: meno mosto per chilo d’uva, mesi di immobilizzo ancor prima dell’inizio della vinificazione, un meticoloso lavoro di selezione. È ciò che spiega il prezzo elevato dell’Amarone.

Il Ripasso: la seconda vita del Valpolicella

Il Ripasso, letteralmente «ripassato», parte da un principio astuto. Un Valpolicella classico, più leggero, viene ripassato sulle vinacce ancora calde e attive dell’Amarone (le bucce e i vinaccioli rimasti dopo la pressatura). Questa seconda macerazione trasferisce al Valpolicella parte della ricchezza aromatica e della struttura dell’Amarone, innescando talvolta anche una leggera rifermentazione che aumenta il grado alcolico.

Il risultato: un vino più corposo e più complesso di un Valpolicella classico, ma che resta più moderato dell’Amarone — a metà strada tra i due, sia in potenza che in prezzo.

Stessa famiglia, stessa origine

I due vini condividono gli stessi vitigni di base, Corvina e Rondinella, e provengono dalla stessa zona di produzione attorno a Verona. Non è dunque una differenza di terroir a separarli, ma unicamente la tecnica di vinificazione — un caso di scuola per capire quanto il lavoro in cantina possa trasformare la stessa uva in vini radicalmente diversi.

Quale scegliere, e per quale occasione?

L’Amarone è un vino da meditazione, da assaporare da solo o su un piatto capace di reggere il confronto con la sua potenza — selvaggina, carni brasate, formaggi stagionati. Il Ripasso, più accessibile e più versatile, accompagna facilmente un pasto di tutti i giorni offrendo comunque molta più materia di un Valpolicella classico. È spesso il punto d’ingresso migliore per scoprire l’universo dell’appassimento senza l’investimento di un Amarone.

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